Che ansia!

L’ansia non è altro che una reazione di eccessiva preoccupazione di fronte ad un evento che normalmente non viene considerato spaventoso. Il soggetto che la sperimenta non è in grado di spiegarsela e lui stesso la ritiene ingiustificata, o quantomeno sproporzionata o indesiderata.

In alcuni casi l’ansia può dar vita a vere e proprie fobie, cioè tende a svilupparsi in circostanze ben precise (luoghi, oggetti, situazioni), originando anche attacchi di panico. Nell’attacco di panico la persona sperimenta una sensazione di intensa paura e disagio, accompagnata anche da sintomi somatici come palpitazione, sudorazioni, dolore o fastidio al petto, nausea, vertigini, tremori, sensazione di asfissia. La percezione è che stia per accadere qualcosa di pericoloso o catastrofico e che sia necessario allontanarsi da dove ci si trova. Ciò porta poi la persona ad evitare le circostanze che ritiene causa d’ansia, vivendo così con mille limitazioni, stretta in una gabbia soffocante.

In altri casi, invece, l’ansia può diventare generalizzata, perché non è più circoscritta a determinate situazioni, ma al contrario riguarda numerosi eventi e circostanze. Le preoccupazioni, in questo caso, sono numerose e al termine di una ce n’è subito un’altra; sono accompagnate da emozioni di allarme, di inquietudine e a volte da sintomi somatici come bocca asciutta, tachicardia, sudorazione, nausea, diarrea, difficoltà a deglutire e nodo alla gola. Proprio queste sensazioni fisiche possono a volte creare allarme perché sono confuse con manifestazioni di vere e proprie malattie e portano a richiedere l’intervento del medico di base o di altri professionisti, come il cardiologo o il gastroenterologo. Inoltre non è da sottovalutare che l’ansia stessa può diventare fonte di ansia, perché si finisce con l’essere preoccupati per le proprie preoccupazioni con pensieri come “…. Non riuscirò a controllare questa preoccupazione; … non smetterò mai di preoccuparmi; …. Starò male se continuerò a preoccuparmi così”.  Il tutto genera perciò un circolo vizioso che finisce con l’aggravare i sintomi e le difficoltà quotidiane.

TERAPIA

Nell’ansia  i sintomi sono molto simili per tutti, ma, nonostante ciò, si generano e si stabilizzano per ogni persona per una ragione unica ed individuale.

La psicoterapia parte proprio da questo principio, individuando l’origine del malessere soggettivo e valorizzando le personali esperienze vissute dal paziente, perché a parità di esperienza, non è detto che tutti sviluppino determinate reazioni e determinati sintomi. Un percorso terapeutico sarà inoltre in grado di individuare le personali risorse del soggetto, affinché possa, nel più breve tempo possibile, riprendere le normali attività quotidiane e stabilizzare nuovamente l’umore.

Accanto alla psicoterapia, il trattamento farmacologico può rivestire un ruolo importante nelle fasi preliminari del trattamento, perché permette al soggetto di inibire la sintomatologia che inizialmente occupa gran parte dei propri pensieri.