L’elogio della tristezza

Gioia, tristezza, rabbia, disgusto e paura sono i protagonisti indiscussi di Inside Out, commovente film animato che ci guida alla scoperta del valore delle nostre emozioni.

Una consolle, un posto di comando, dove cinque “piloti della mente” si destreggiano nel difficile compito di “monitorare” le sfide della crescita della piccola Riley.

Ed ecco che riconosciamo le cinque emozioni di base: gioia, tristezza, rabbia, disgusto e paura, personaggi intenti ad “agire e reagire” alle vicende che interessano la piccola protagonista e a costituire quelle “isole della personalità” che fanno di ciascuno quello che è.

Inside Out: una storia sul cambiamento

Una storia di vita, una continuità evolutiva, quella di Riley, caratterizzata dalla vicinanza emotiva dei genitori, così come dalle amicizie costruite su un campo di ghiaccio da hockey, in cui Gioia è da considerarsi emozione predominante, punto di riferimento delle altre: fin qui tutto regolare.

Ma, come in ogni storia di vita segnata dal cambiamento, in quanto inevitabile mutamento delle condizioni esistenziali, l’imprevisto, la svolta, l’evento traumatico, insinuarsi nelle vite normali di una famiglia come tante: in Inside Out il lavoro difficile delle emozioni inizia quando arriva per Riley la notizia del trasloco.

Da qui il repentino destabilizzarsi di un mondo interiore solido, sicuro, ecco il ribollire di emozioni mai pervenute alla coscienza: rabbia, tristezza, paura prendono rapidamente il posto di gioia, finora regina indiscussa della psiche della piccola Riley.

Rabbia e Tristezza

Nel contrasto tra un passato perfetto e un presente inaccettabile, sotto il comando indiscusso di Rabbia, si gioca la decisione, apparentemente risolutiva, della fuga, nel tentativo di ripristinare un passato gioioso violato. Una Rabbia frutto di una Tristezza innominabile, rifiutata, che, invece di ripristinare Gioia, ottiene l’effetto paradosso di spegnere tristemente quelle isole della personalità, caposaldo della felicità antica, come la famiglia di origine, ritenuta responsabile dell’ingiustizia o le vecchie amicizie, ree solo di continuare a percorrere la loro strada senza la piccola amica lontana.

Da qui lo svolgersi delle vicende di Rabbia e Tristezza al comando della mente, contro una Gioia che fatica a riemergere.

Sì, perché il piano di Riley appare lucido, netto, insindacabile: eliminare Tristezza, come percorso obbligato per rimettere tutto a posto, cancellando un cambiamento in quanto semplice incidente di percorso, alla fine del quale ritrovare la gioia e la serenità di un’infanzia spensierata, senza cambiamenti da accettare, senza scossoni da rielaborare.

Cosa ci insegna Inside Out?

Ed ecco la sfida della psiche, la sfida che attende ciascuno di noi, a prescindere dall’età, dalle condizioni da affrontare, dall’entità delle sfide e dalla mancanza o presenza di aiuti esterni: accettare i cambiamenti in quanto inevitabili, valutando il flusso delle emozioni in senso non giudicante.

Soltanto in tal modo la tristezza può divenire esprimibile, condivisibile, perciò elaborabile, accettando il conforto degli altri e nel contempo sperimentando la propria forza nell’affrontare il dolore.

Solo nell’accettazione della tristezza risiede la possibilità di re-investire le energie creative e vitali verso nuovi traguardi, nuove amicizie, progetti fruttuosi, canalizzando le energie psichiche e fisiche per i fini della realizzazione personale, in vista di una continuità evolutiva che non dipenda passivamente dalle traversie burrascose dell’esistenza, ma che ci veda protagonisti attivi nel senso dell’autoefficacia in divenire.


Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2018/06/inside-out-emozioni-cambiamento/